Negli ultimi secoli del IV millennio ad Arslantepe è attestato un grandissimo sviluppo di quel sistema di centralizzazione e redistribuzione dei beni già riconoscibile intorno alla metà del IV millennio a.C. nel grande tempio Calcolitico (periodo VI, divenendo anche un sistema di rafforzamento del potere politico centrale e delle élites che lo rappresentavano.

A questo periodo, corrispondente alla fase Tardo Uruk in Mesopotamia, si riferisce la costruzione di un grande complesso architettonico pubblico monumentale, che, per la sua articolazione in settori funzionalmente e architettonicamente differenziati (templi, magazzini, aree di scarico di materiale amministrativo, cortile, corridoi) può essere considerato il primo esempio conosciuto di “palazzo” in tutto il Vicino Oriente con aree pianificate per l’esercizio delle principali funzioni pubbliche, religiose e secolari.

Tutta l’area era dominata da un grosso edificio monumentale di rappresentanza, usato probabilmente per i ricevimenti, nella parte più elevata del pendio della collina antica, e nella parte più alta del palazzo, in fondo ad un lungo corridoio che vi conduceva, direttamente dall’ingresso. Due templi erano anch’essi situati sulle parti più elevate del pendio della collina antica, ma era probabilmente riservato alle elite, mentre l’accesso all’edificio principale doveva essere concesso a tutti. La pianta e le dimensioni dei due templi di Arslantepe sono quasi identiche e mostrano dei caratteri di originalità che fanno sì che queste strutture, pur rientrando genericamente in una tradizione che accomuna tutte le regioni della cosiddetta “Grande Mesopotamia”, obbediscano ad esigenze e consuetudini di origine locale.

Al palazzo si entrava attraverso una porta monumentale a camera e un corridoio in netta salita sotto il cui pavimento corre un canale coperto per lo scolo dell’acqua. Ovunque sono evidenti le tracce di un incendio con crolli che hanno conservato in posto tutti i materiali. Rappresentazioni pittoriche in rosso e nero sul fondo bianco dell’intonaco decoravano i muri del palazzo con scene e motivi complessi che comprendevano figure umane e animali, disposti vicino agli ingressi e lungo le pareti del grande corridoio di accesso.

Nella seconda metà del IV millennio si assiste anche ad un grande sviluppo della metallurgia, testimoniato dal ritrovamento di una vasta gamma di oggetti in rame, leghe di rame-arsenico e argento, tra cui spicca un gruppo di 22 armi, spade, lance e una placca a quadrupla spirale, che documentano tra l’altro per la prima volta l’uso della spada al mondo. Anche se i destinatari dei prodotti di questo artigianato dovevano in gran parte essere le élites locali, la produzione intensificata si legava alla capacità del centro di Arslantepe di entrare attivamente nel circuito di circolazione delle materie prime in tutta l’Anatolia Orientale e la Transcaucasia e di fare da intermediario nel commercio con i centri mesopotamici, in un momento in cui la loro richiesta di metallo doveva essere aumentata.

La grande complessità dell’organizzazione amministrativa nel palazzo di Arslantepe è documentata da migliaia di cretule con impressioni di sigillo, rinvenute in vari luoghi del complesso palatino, dove attestano fasi differenti delle attività. Alcune erano in situ in uno dei magazzini del palazzo, altre ammucchiate in luoghi di discarica. In uno stanzino ricavato all’interno del grosso muro del corridoio antistante i magazzini, è stato scoperto un eccezionale deposito di circa duemila cretule che erano state gettate in modo ordinato dopo essere state raccolte per gruppi omogenei recanti lo stesso sigillo e le impronte degli stessi contenitori. Queste cretule costituiscono una sorta di archivio scartato e hanno offerto una straordinaria quantità di informazioni sul sistema amministrativo in uso e sull’arte dell’incisione dei sigilli alla fine del IV millennio.

Il settore di immagazzinamento finora messo in luce ha restituito due magazzini, che mostrano le due fasi principali della raccolta e della redistribuzione dei beni: un ambiente era adibito a deposito e conteneva quasi esclusivamente vasi da derrate, grandi contenitori e bottiglie; un’altra stanza, più piccola, probabilmente destinata alla redistribuzione, accanto ad alcuni grandi recipienti, ha restituito centinaia di cretule e di ciotole prodotte in massa. In questa stanza dovevano frequentemente svolgersi, sotto il controllo di funzionari, operazioni di prelievo con apertura e chiusura dei contenitori mediante l’apposizione del sigillo e distribuzione di alimenti, utilizzando le ciotole come contenitori di misura definita.

ARSLANTEPE 2015. Diritti riservati.