Le prime indagini italiane nel sito di Arslantepe, sono iniziate nel 1961, sotto la guida dei Professori Piero Meriggi e Salvatorie M. Puglisi. La scelta del sito fu in origine motivata dal desiderio di indagare le fasi neo-ittite, periodo in cui Malatya era stata la capitale di uno dei più importanti regni nati dalla disgregazione dell'impero ittita nelle sue regioni più orientali e di cui rimanevano importanti resti archeologici messi in luce negli anni trenta da una missione francese guidata da Delaporte. L'ittitologo Meriggi prese parte solamente alle prime campagne di scavo e successivamente lasciò la guida al paletnologo Puglisi, che continuò ed estese l'attività della Missione Archeologica con campagne di scavo annuali condotte su regolare concessione del governo turco.

Lo scavo estensivo e condotto con le più accurate metodologie di ricerca sul terreno e di recupero dei materiali, unitamente all'ottimo stato di conservazione dei livelli e delle strutture, ha permesso di ricostruire la lunghissima storia di questo sito, che fu centro dominante in un'area di confine culturale tra le più grandi civiltà del Vicino Oriente.

L'equipe della Missione Archeologica Italiana è composta da studiosi delle più diverse specializzazioni; è stato da sempre dato il massimo rilievo infatti alla multidisciplinarità della ricerca archeologica ai fini di una più completa e globale ricostruzione storica. Affianco allo scavo del tepe, seguono di pari passo il restauro, la conservazione, i progetti di consolidamento e musealizzazione, la documentazione topografica, digitalizzata, il disegno specialistico dei diversi oggetti rinvenuti e lo studio di tutti i resti rinvenuti da parte di diversi specialisti.

Oltre alla multidisciplinarità della missione, essa ha anche una forte impronta internazionale; i collaboratori provengono infatti da università e centri di ricerca di vari paesi, tra cui Italia, Turchia, Ungheria, Stati Uniti, Germania. Questo carattere particolare della missione archeologica ne fa un luogo di ricerca stimolante e attivo, dove tradizioni e scuole diverse si incontrano e lavorano assieme per la comprensione e ricostruzione dell'organizzazione e del carattere delle società antiche della regione. Il legame con il mondo universitario, inoltre, fa si che Arslantepe sia anche un luogo di sperimentazione, esercitazione, elaborazione ed insegnamento della ricerca e della teoria archeologica.

I livelli messi in luce nel sito hanno rivelato tre principali momenti e aree di gravitazione culturale nel corso della lunga occupazione di Arslantepe: nel primo, riguardante le fasi più antiche dell'abitato, datate dal V agli inizi del III millennio a.C., il sito appare fortemente correlato con le culture siro-mesopotamiche e la piana di Malatya costituisce la parte più settentrionale di quella ampia regione culturale che è stata definita "Greater Mesopotamia"; nel secondo momento, relativo a gran parte del III e agli inizi del II millennio (Antica e Media età del Bronzo), si evidenzia un marcato restringimento dell'area di interazione del sito che ora fa parte di una regione culturale di limitata estensione, coincidente con le province di Malatya ed Elazig e collegata alle aree della Transcaucasia e del nord-est anatolico; nella terza fase Arslantepe entra nell'orbita dell'impero ittita, diventandone una delle province più orientali ed assimilando elementi della cultura centro anatolica che entreranno a far parte del suo patrimonio, fino alla creazione del regno neo-ittita di Melid che costituisce l'ultimo momento di splendore e di potenza di questo centro dell'Alta Valle dell'Eufrate.

ARSLANTEPE 2015. Diritti riservati.